giovedì, 24 aprile 2008,11:12
 

Era già tutto previsto... Possibile ci sia in Sicilia qualcuno che si stupisca per il capolavoro de "La7" sulle elezioni regionali? Possibile che ci siano tante anime pie e belle che non avessero visto, negli ultimi sessant'anni, quale morbo affliggesse le periferie della periferia della periferica Italia?

Ipocriti. Tutti, senza distinzione. Quelli che guardano, quelli che si indignano, quelli che crocifiggono, quelli che tanto non cambierà mai nulla. Le fette di mortadella nelle schede elettorali sono meglio o peggio delle buste della spesa in cambio di voti? Le coop e le società rosse, bianche, verdi, gialle e blu che da anni forniscono opere e omissioni per il sottosviluppo dell'Isola, salendo e scendendo dalle montagne russe delle connivenze e del malaffare, sono il "male minore" o la chiusura del cerchio del sistema Sicilia (o Calabria, o Campania, o Puglia...)?

Si dice che alle nostre latitudini ci sia un Patronato ogni 100 abitanti... e ci lamentiamo? E' il Welfare "reale", senza alchimie nè masturbazioni economicistiche, roba che neppure la Svezia può garantire servizi sociali tanto efficienti. Servizi, mortadella, settequaranta, parmigiano ed estratti di nascita. Sindacato&Supermercato. Tutti stupiti, attoniti, vergognati. Che schifo, che ignominia!

Cosa saranno peggio, allora? I furbissimi "capataz" di Librino, della Vuccirìa, di Gallina, di Scampia, di Barivecchia, quello che pone e dispone, che dispensa ed arruola eserciti di questuanti e votanti in batteria, oppure il medico della vecchia borghesia, quello che si vende e baratta il suo ruolo sociale per uno strapuntino nell'autobus del potere?

Indignatevi, indignatevi pure. Fatelo ad orologeria, please, come sempre nella storia, nel frullatore delle ambizioni personali e delle idee che muovono il mondo.

Andiamo in piazza con Beppe Grillo e al seggio con il nostro cinismo selettivo, tronfi come dei tacchini, sicuri di essere nel giusto, perchè il giusto è quello che "mi conviene". Si alzi un'ode alla scarnificazione dell'ideologia! Inventiamo la Regola francescana della politica, spogliamo l'ammistrazione e il governo (minuscolo, che peccato) della ritualità sacrale che ne fa una robaccia per iniziati, più "punciuti" che "cavalieri templari"; scomodiamo la democrazia ateniese per ridare un senso a questo abusato esercizio di retorica pseudo-libertaria.

A noi ipocriti e furbi cultori del "pensiero meridiano" servirebbero dieci anni, o forse venti, di politica semplice semplice, di delibere e leggi raccontate alla gente dai cantastorie in piazza, di appalti e appaltatori affissi nei bar di paese, senza segreti, senza "mascariamenti", senza inutili manovratori.

Davvero pensate che il problema sia la destra, la sinistra, il centro, raffaele, totò, pino o mirello?

Toglieteci (a noi tutti, cittadini e politici, questuanti e politicanti) il potere di rappresentare la realtà, quando basterebbe lasciarla bene in vista; insultate i professionisti dell'informazione, quelli che si indignano a mezzo inchiostro e poi barattano ogni minuto la loro presunta libertà per un pugno di dollari, costringeteli a fare "cronaca" da palazzi del potere le cui pareti siano finalmente di cristallo anzichè di cemento armato.

"Assunzione consapevole di un destino comune”: così scriveva Alain De Benoist a proposito della Democrazia in senso Ateniese, contrapponendola a quella odierna, manipolata e plasmata dalle oligarchie.

Vuoi mettere De Benoist con un piatto di Maccheroni alla Norma o con il cadreghino di Primario? Salute!