martedì, 18 marzo 2008,11:48

legolas

Dio salvi l'Arciere! Solo in un Paese come il nostro un Eroe può finire in carcere perchè si suppone abbia fatto finta di ritrovare il tesoro della Palazzina di Caccia di Stupinigi, così, tanto per avere un po' di gloria...

Solo in un Paese come il nostro si può svillaneggiare l'Arciere, Ultimo e tutta la squadra che arrestò Totò Riina, accusandoli di "protagonismo".

Solo in un Paese come il nostro si possono cancellare anni e anni di lotta senza quartiere in una Regione, la Sicilia, dove nessuno voleva catturare i boss, nessuno ti diceva quando il tritolo avrebbe fatto saltare in aria la tua auto, nessuno ti difendeva quando la mafia sanciva la tua condanna a morte.

L'Arciere si infiltrava, l'Arciere lottava per uno Stato e un Paese ideale, non certo per quello stato e quel paese che avrebbero voluto che quel manipolo di eroi rispettassero sempre le regole, anche quando si trovavano faccia a faccia con la morte e con la lama gelida dell'assassino. Permette? Sono il capitano Ultimo, vorrei entrare nel suo covo, arrestarla e allora faccio l'infiltrato. Le dispiacerebbe lasciarmelo fare? Che paese di merda.

L'Arciere è la metafora di questo paese: se vuoi che qualcuno ti rispetti devi sbagliare la mira. Sempre. Magari facendo finta di aver costruito le frecce perfette, magari dopo aver sapientemente affilato le lame, magari dopo aver cacciato per il padrone le fiere con le quali sfamarsi.

O magari dopo essere stato tanto tempo in un mare di letame da scoprire segreti inconfessabili, colpevoli insospettabili, amicizie e collusioni che, raccontate da un Eroe, farebbero troppo male all'italietta dei depistaggi e dei servizi deviati.

Lo sappiamo che non serve a niente, ma qualora servisse sarebbe il caso di dirlo: noi stiamo con l'Arciere. E con Ultimo. E con gli eroi che sono venuti nella nostra Terra maledetta, la Sicilia, senza sapere bene se davvero volevamo essere liberati dalla Mafia. Con loro, senza "se" e senza "ma". Con loro, in cella o agli arresti domiciliari, dove avranno sempre maggiore dignità di tanti ladri e assassini che in questo paese di merda non pagano mai.

Ciao Arciere, conservala per loro qualche freccia avvelenata, perchè nella vita tutto ritorna...

martedì, 11 marzo 2008,10:45

Quando non state bene, quando vi sembra che il mondo crolli, quando non ve la sentite di accettare la sfida, quando vi manca l'adrenalina...

 

dal film "Ogni maledetta domenica" di Oliver Stone, il monologo di Al Pacino

"Non so cosa dirvi davvero.
Tre minuti alla nostra più difficile sfida professionale.
Tutto si decide oggi.
Ora noi, o risorgiamo come squadra, o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l'altro, sino alla disfatta. Siamo all'inferno adesso, signori miei. Credetemi.
E... possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi oppure aprirci la strada lottando verso la luce.
Possiamo scalare le pareti dell'inferno un centimetro alla volta.

Io però non posso farlo per voi, sono troppo vecchio.
Mi guardo intorno vedo i vostri giovani volti e penso... certo che... ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare. Sì perché io ho sperperato tutti i miei soldi, che ci crediate o no. Ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene e da qualche anno mi dà anche fastidio la faccia che vedo nello specchio.
Sapete col tempo, con l'età tante cose ci vengono tolte ma questo fa... fa parte della vita.
Però tu lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri. E così è il football.
Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine d'errore è ridottissimo. Capitelo...
Mezzo passo fatto un po' in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate. Mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi, ci sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo.
In questa squadra si combatte per un centimetro. In questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi, per un centimetro. Ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro.
Perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri, il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza tra vivere e morire.
E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro.
E io so che se potrò avere un'esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì. In questo consiste, e in quei 10 centimetri davanti alla faccia.

Ma io non posso obbligarvi a lottare! Dovrete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi. Io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi. Che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui.
Questo è essere una squadra, signori miei!
Perciò... o noi risorgiamo adesso, come collettivo, o saremo annientati individualmente.
È il football ragazzi! È tutto quì.
Allora, che cosa volete fare?"

mercoledì, 05 marzo 2008,12:04

santanchè

La Rivoluzione, si sa, è come il vento... imbizzarrito, ingestibile, ora di qua ora di là...

Daniela è un fenomeno rivoluzionario. Candidata a premier dalla Destra di Epurator Storace, è diventata la cartina al tornasole delle "forti motivazioni" che spingono gli uomini e le donne di destra a lasciare Alleanza Nazionale e trasferirsi da qualche altra parte. Abbiamo avuto un sussulto, un fremito di piacere misto ad eccitazione quando abbiamo letto le sue esternazioni al Corriere della Sera. Daniela "la fascista", come si è definita da Lucia Annunziata, Daniela la "pasionaria nera" come si affrettano a definirla pennivendoli e opinionisti vari, Daniela "la rivoluzionaria".

Fischia il vento, soffia la bufera... Lei ha capito tutto quel giorno all'Università: gli straccioni "rossi" da una parte, con le loro barbe incolte, i vestiti sdruciti e lo sguardo truce da compagni incazzati, lei dall'altra, tacchi a spillo, borsetta di Gucci, una "fascista" vera. Queste sono soddisfazioni! I camerati di Storace, Buontempo e Musumeci applaudono, memori di tanto ardore rivoluzionario, quando la Santanchè teneva gli striscioni con le scarpe di coccodrillo e difendeva le Sedi a colpi di borsetta Gucci.

Si, si, que viva la revolution ! Meglio quelli della Fiamma Tricolore che i frequentatori del Billionaire... Geniale. La "cocchetta" di Briatore ormai è un fiume in piena, ripudia i templi del diverimento a ventiquattro carati, benedice gli assalti degli squadristi della Fiamma alla Casa del Grande Fratello dicendo che lei vorrebbe un figlio così: bello, squadrista e con i tacchi a spillo? Una cosa è certa: non si tratta più della Daniela Santanchè che ci aveva quasi fatto scordare l'aria salottiera e profumata allo Chanel n°. 5 che aveva accompagnato il suo ingresso alla Camera, grazie al buon lavoro da Parlamentare alla commissione Bilancio. Ora è cambiata. Grazie all'aiuto dei suoi camerati, gli stessi che la irridevano dalle tribune "sociali" del partito di Fini, ha completato la propria metamorfosi rivoluzionaria e adesso ci aspettiamo solo qualche citazione da "Gli uomini e le Rovine" di Evola e qualche commento salace sulla prestanza sessuale del Duce (pace all'anima sua...) per poterla votare come l'ultima fascista rimasta sulla Terra, una spanna sopra il "fascismo onomastico" di Alessandra Mussolini.

Si può dire tutto e il contrario di tutto di Francesco, Teodoro, Nello e di molti ex deputati, ex senatori, ex alleati nazionali, ex missini, sbarcati sulla riva de "La Destra", sulla loro coerenza e sulle loro esperienze politiche contemporanee, tranne che non abbiano conosciuto l'inebriante profumo della militanza. Era quel profumo inconfondibile che ha consentito qualunque contaminazione, nel rispetto delle storie personali di ciascuno, della povertà o della ricchezza, delle scarpe grosse o dei tacchi a spillo. Lo stesso profumo che hanno sentito e respirato i tanti che oggi ammantano di ardori pseudo-rivoluzionari la loro "scelta di campo" per La Destra, frutto molto spesso di ragioni, come quasi sempre nella storia della destra italiana, territoriali, di bottega, di condominio, di poltrona, di chiave della Sede (a scanso di equivoci, diremmo lo stesso anche per il percorso opposto, da una delle tante destre fasciste o post democristiane ad Alleanza Nazionale o al Popolo delle Libertà). Panta Rei. Rispetto compreso.

Vittorio Sgarbi, che paraculo, ha già dichiarato che se la sposerebbe Danieluzza, qualora riuscisse a diventare Presidente del Consiglio. Si, pure noi. Dove potremmo trovarla una camerata così?

Coraggio. Mancano pochi giorni e ne sentiremo di tutti i colori; poi, finalmente, potremo serenamente, ma anche pacatamente, decidere il nostro destino e affidare al Corriere della Sera le confessioni della nostra vita da fascisti (se lo fa Daniela perchè noi no?), quando sellavamo i cavalli per combattere gli indiani metropolitani e andavamo a fare gli esami dopo aver bevuto due "Negroni" e i compagni con il Tavernello ci guardavano storto, quando quelli troppo ricchi ci sembravano stronzi e quelli troppo poveri "proletari".

Ah, che bella vita! Che bei ricordi! Grazie Daniela, per averci finalmente sdoganati, per aver sdoganato questa Destra di marpioni e ipocriti. Hasta la borsetta Gucci! Siempre!