- author: Gandalf1972
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N.d.B. (Nota del blogger) Un mio amico ha scritto una Storia, un racconto breve, e mi ha chiesto di pubblicarla sul blog. Mi ha detto di vietarla ai minori di 18 anni, perchè triste, cruda e, soprattutto, senza il lieto fine delle favole. Il mio amico si fa chiamare Trin. Non so cosa vuol dire e non lo voglio sapere. Cercavo un post "d'evasione" dopo una lunga assenza, ma questa non mi pare la scelta migliore; però è un mio amico e l'amicizia vale più di ogni altra cosa...
Il Polipo, la Triglia e il Cacciatore di Aquiloni
di Trin
C'era una volta un Polipo, soddisfatto per la sinuosa bellezza dei propri tentacoli, innamorato della propria immagine riflessa sullo scorrere lento delle acque, autoritario e prepotente, padrone arcigno, senza sorrisi, insonne. Un giorno il Polipo decise che il Piccolo Mare doveva essere tutto suo, ma proprio tutto, tutto, tutto. Gli altri pesci, anche quelli grossi, di solito predatori, spaventati da tanta ostentata manifestazione di potenza, decisero che era meglio tenerselo buono, accordarsi, tirare a campare e lo lusingavano e lo blandivano a ogni piè sospinto. Il Polipo, tronfio e annoiato, li odiava sempre di più a ogni complimento ricevuto, ritenendoli indegni di abitare il Regno del Mare, troppo vigliacchi per rivendicare una dignità. E il suo potere cresceva, sopra ogni cosa, oltre ogni limite. Solo una piccola Triglia aveva provato a ribellarsi, con tutte le proprie forze; ma quando il Dio di tutti i Mari, per nulla intenzionato a mettere a repentaglio la propria autorità per schiacciare un misero Polipo dell'estrema periferia del Regno che gli avrebbe provocato solo scocciature, la rimproverò duramente, la Triglia tornò a scorazzare veloce per i mari, facendosi i fatti propri, come sempre aveva fatto. Del tutto ignari di quanto stava accadendo sott'acqua, un gruppo di ragazzi continuava a giocare con i propri aquiloni, sicuri che nulla, ma proprio nulla, avrebbe impedito loro di farlo. Il volo libero degli aquiloni che si stagliano sul sole, i sorrisi, l'inebriante profumo della Primavera, la brezza marina che soffia sui visi sfiancati dal Gioco e dal Sogno: ecco, quell'attimo di Eterno faceva venir meno il disgusto per l'immagine di quel Polipo, il suo viscido tocco e la forza evocativa dei suoi silenzi, lasciava una speranza a chi pensava che il Mondo fosse regolato dalla Legge dell'Armonia, frutto maturo della dolorosa tensione dei contrasti. Solo un attimo. Poi tutto torna al proprio posto. Gli aquiloni smettono di volare, le tenebre raccontano l'addio della luce e resta solo l'universo nel quale il Polipo è il Padrone, le triglie ribelli finiscono mangiate e il Dio di tutti i Mari è solo un vigliacco. Nessuno si accorgerà di quei ragazzi con gli aquiloni, neppure quando il Sole sorgerà di nuovo, perchè la sopravvivenza è un bisogno primario e i Sogni non aiutano a sopravvivere. Tutti, in fondo al Piccolo Mare, si ricorderanno di omaggiare e ossequiare il Polipo, perchè la vita del predatore è difficile: meglio, molto meglio elemosinare la propria esistenza, nell'illusione che un giorno il Polipo si ricordi di quell'inutile e insulso abitante del Mare, che tanto lo blandì da restare senza neppure un sorriso da dedicare a se stesso...